Shopping più caro con l’aumento dell’iva

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Da quest’oggi, fare shopping costerà un po’ più caro… Frutto dell’aumento dell’aliquota dell’Iva che dal 21% arriva al 22%. Prezzi leggermente ritoccati quindi, con aumenti che toccheranno tantissimi beni tra cui anche quelli di primo consumo come gli alimenti. A partire dall’abbigliamento fino agli elettrodomestici, passando per le parcelle dei professionisti fino al costo delle automobili. Oltre questo, a subire un incremento saranno anche i prezzi dei carburanti: per la benzina verde, si parla di +1,5 cent per litro, mentre il gasolio aumenterà di +1,4 cent a litro. Insomma, dovremo rassegnarci a subire questa ennesima stangata che pare sia imposta da direttive europee, come ha chiarito il premier Enrico Letta.

 

Ma che effetto avrà questo aumento dell’Iva al 22%? A parte l’incidere, anche se in minima parte, sul costo della vita –soprattutto su base annua- a provare a dipingere un probabile scenario futuro è il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi che dice: ”A subire l’aggravio più saranno gli acquisti dei prodotti made in Italy che costituiscono l’asse portante del nostro manifatturiero”.

 

Insomma, anche se l’Iva è stata alzata di un solo punto, gli effetti potrebbero risultare in alcuni casi disastrosi, soprattutto rispetto ciò che dichiara Bortolussi. Ovviamente ci auguriamo che questo ennesimo aggravio non porti ad una riduzione dei consumi da parte dei cittadini ma, al tempo stesso, si spera che questa misura presa dal Governo possa risollevare almeno in parte la nostra economia. Intanto, si attende il 15 ottobre, giorno in cui dovrebbe essere varata una legge riferita alla programmazione economica e finanziaria dei prossimi tre anni (legge che deve essere approvata necessariamente entro la fine di quest’anno).

 

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