Shopping compulsivo? Leggete qua

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Torniamo a parlare dello ‘shopping compulsivo’, cioè quell’irrefrenabile impulso che spinge alcuni soggetti a fare ogni tipo di acquisto, spendendo molti soldi e con totale assenza di capacità di saper resistere alle tentazioni. Come si può ben immaginare, non si tratta proprio di un ‘problemino da poco’, soprattutto se se ne considerano gli effetti negativi… Certo, a questo punto molti di voi si staranno chiedendo qual è il confine tra lo spendere troppo o troppo poco. Ma, mettendo da parte ogni valutazione di tipo assolutamente soggettivo (ognuno in teoria è cosciente delle proprie capacità finanziarie…), chi è afflitto da shopping compulsivo spesso non se ne accorge. Esistono alcuni parametri per capire se si rientra in un normale profilo da semplice consumatore, oppure se si è colpiti da shopping compulsivo. Innanzitutto, basta fare una semplice ma efficace valutazione (che può anche essere una ‘auto’ valutazione…): ciò che spendiamo per i nostri acquisti sfora solitamente il limite consentito da carte di credito, bancomat, conto corrente in generale? Il nostro stipendio, tolte le normali spese fisse (affitto, bollette, etc.), non è sufficiente a giustificare acquisti continuativi? E soprattutto –nel peggiore dei casi- ci si è mai resi conto che a volte non si riesce nemmeno a pagare le spese di casa, se in proporzione il nostro stipendio lo consentirebbe…? Se la valutazione ha avuto un esito –ahimè- positivo, se cioè ci si riconosce in tutte le suddette condizioni, allora forse è il caso di ammettere che si è colpiti da shopping compulsivo: non una mera invenzione letteraria, ma bensì una vera e propria –e serissima- patologia sociale che investe la sfera psicologica e che colpisce anche in periodi di crisi economica come quello che stiamo attraversando. Un impulso irrefrenabile che viene giustificato con la ‘felicità’ che suscita il fare acquisti –spesso inutili e costosissimi…-. Ma non temete: lo shopping compulsivo può essere curato, alla stregua di qualsiasi altra patologia psicologica e può includere anche l’aiuto di gruppo, familiare, coniugale e farmacologico. Meglio correre ai ripari, prima che il conto in banca sia del tutto prosciugato…