Lo shopping sfrenato non si fa più

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In tempo di crisi economica, c’è chi non se la sente più di dedicarsi allo shopping più sfrenato. Un marcia indietro che, se da un punto di vista porta a non pochi danni in termini di circolazione del denaro, da un altro punto di vista invece sta portando a riscoprire le care e sane vecchie abitudini che aiutano a risparmiare. Come ad esempio il ‘rammendo’. Rammendare un abito anziché buttarlo e comprarne subito uno nuovo: ecco come gli italiani hanno deciso di fare economia in casa. E i numeri non sono da poco: sono infatti ben 35 milioni gli italiani che riparano ciò che c’è nel guardaroba.

 

Perché riacquistare il cappotto per la nuova stagione autunnale, quando invece ne abbiamo uno della scorsa stagione, praticamente nuovo, che magari ha bisogno solo di una piccola riparazione (un bottone saltato, un filo fuori posto), per continuare ad assolvere alla grande la sua funzione? Insomma, due italiani su tre preferiscono il rammendo allo shopping sfrenato, producendo di fatto un vero e proprio ‘boom’ dei laboratori di sartoria che offrono questo tipo di servizio.

 

In più, sempre secondo un’indagine portata avanti dal Centro studi Cna (e curata da Swg), prima ancora di rivolgersi ai laboratori ‘orlo rapido’, non sono pochi gli italiani che si cimentano nel ‘fai da te’ per riparare un capo di abbigliamento ancora recuperabile. E anche per quanto riguarda le calzature, cresce il numero di persone che si rivolge al calzolaio per la manutenzione di scarpe da riparare ma ancora più che funzionali. In totale un 23% di italiani in più che si rivolgono ai calzolai.

 

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