Google Shopping: cosa non fare

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Volete vendere i vostri prodotti on line? Oggi c’è Google Shopping, che offre la possibilità di avere una propria vetrina virtuale in grado di ottimizzare le vendite. Ma naturalmente non tutti possoo accedere a questo servizio. La policy di Google Shopping è molto rigida a riguardo –ma il tutto serve ovviamente per tutelare al meglio sia il venditore che l’acquirente…-, e l’accesso a tale prestigiosa vetrina virtuale non è alla portata di tutti. Ad esempio, come specificano bene le indicazioni di Google, non sono ammessi prodotti quali droghe, armi, documenti falsi, tabacco, veicoli, immobili, specie di animali protette e molto altro ancora. Oltre questo e come accennato prima, le regole per chi vuole vendere i propri prodotti su Google Shopping sono molto particolareggiate e ben precise. Ma non è il caso di farsi spaventare: si tratta di certo di un servizio assolutamente utile soprattutto per coloro che intendono aprirsi al mercato delle vendite on line. Quindi val bene il fatto di studiarsi attentamente la policy del servizio e attenersi alle regole descritte. Come ad esempio il fatto di doversi adeguare alla lingua e alla valuta nel caso in cui si intende vendere anche in Paesi stranieri, oltre che l’Italia. Nel caso in cui si voglia vendere i propri prodotti negli Stati Uniti ad esempio, è necessario che il proprio sito sia in lingua inglese e la valuta di vendita dovrà essere espressa in dollari (naturalmente i costi dovranno essere equiparati alla valuta di quel Paese).  La descrizione del prodotto poi, non deve essere scritto in forma ‘promozionale’, ma deve contenere realmente una semplice ‘descrizione’. In ogni caso, il consiglio è di andarsi a studiare bene la guida per Google Shopping prima di intraprendere questo percorso.

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