Giovedi di Milano, dietro-front

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Negozi aperti fino a tarda serata. Era questo il progetto originale proposto da Confcommercio e chiamato i ‘Giovedì di Milano’. La proposta inoltrata un po’ di tempo fa alla giunta comunale del capoluogo lombardo, era stata molto ben recepita, tanto che, dal Comune, c’è chi si è mobilitato e ha lavorato su quella proposta alacremente, proprio per poterla concretizzare in tempi brevi. Ma ora arriva la brutta notizia. Seppur il progetto di Confcommercio era stato approvato e pronto per partire, inserito in tutta una serie di altri provvedimenti riguardanti il traffico nelle zone centrali e in generale l’organizzazione urbanistica, arriva a sorpresa lo stop proprio da parte dell’attore principale, Confcommercio. Ma quali sono le ragioni della protesta? Le spiega il vicepresidente di Unione Confcommercio, Simonpaolo Buongiardino: “Siamo stati scavalcati. E le nostre richieste ignorate: non è stato istituito lo sportello unico per le pratiche burocratiche né è stata costruita una cabina di regia con la società Expo”. Ricordiamo che i ‘Giovedì di Milano’ avrebbero dovuto prendere il via a partire da giovedì 20 settembre 2012, con queste modalità fissate dalla giunta comunale: le telecamere che controllano il traffico nelle zone limitate sarebbero state spente alle 18 invece che alle 19.30 (proprio per favorire l’afflusso alle zone dello shopping fino a sera tarda), i negozi sarebbero stati aperti fino a tardi e in più, promozioni per l’ingresso ai musei e spettacoli. Ma, seppur la giusta ha lavorato sul progetto originario di Confcommercio ora è proprio l’associazione che decide di porre un freno. Speriamo che ogni divergenza di veduta venga appianata in maniera soddisfacente per tutti e che quella che è sicuramente una bellissima iniziativa, trovi presto compimento.