Costumi di carnevale tradizionali: pulcinella

Pulcinella e Saltimbanchi Tiepolo

A Carnevale ogni scherzo vale! E’ vero, verissimo. Ma durante questa festa fatta di colori, giochi, divertimento, uno degli elementi fondamentali da non dimenticare è sicuramente la maschera, quello più importante. E allora si a lasciare la fantasia libera di sbizzarirsi con costumi moderni, sofisticati, elaborati e appariscenti: indiano, sceriffo, damina, fata, principessa, angelo, pirata, clown, biancaneve, dottore e chi più ne ha più ne metta.

Certo, ai nostri bambini piace vestirsi in maschera con costumi tra i più gettonati tra i coetanei. Ma non dimentichiamoci mai che il nostro Carnevale può forgiarsi di avere maschere tradizionali anche molto antiche. Come quella di Pulcinella.

Tipica maschera legata alla tradizione napoletana che, di questa meravigliosa città partenopea, ne esprime mirabilmente l’anima. Nata nel XVI secolo in Campania, la maschera di Pulcinella è molto riconoscibile: ha il volto completamente bianco e un camice molto ampio, bianco anch’esso, legato in vita da una sottile cintura di stoffa nera. Il ‘personaggio’ di Pulcinella, affonda le sue radici nella Commedia dell’Arte italiana e le sue caratteristiche comportamentali sono molto riconoscibili: Pulcinella ha sempre una fame insaziabile, è piuttosto goffo, sfacciato, passa dalla comicità più esilarante fino al dramma.

E’ sempre impegnato nella dura questione della sopravvivenza –che si lega spessissimo al cibo- e utilizza tutto il suo ingegno il più delle volte per cercare di spuntarla rispetto ai potenti e ai ricchi che tentano di sopraffarlo in ogni maniera. Insomma, un simpatico biricchino dall’anima intensa. Quindi perché, quest’anno, non vestiamo i nostri bambini con una maschera tradizionale così importante? Ovviamente, portando sempre con sé coriandoli e stelle filanti…