Blockbuster Noleggio: storia di un fallimento?

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Blockbuster è un termine ormai entrato di diritto nel vocabolario di tutti gli appassionati di film in tutto il mondo. Basti pensare che si dice “blockbuster” di un film appunto che ha sbancato il botteghino al cinema e che sbarca nell’home video per fare altrettanto.
Blockbuster non è però semplicemente un “termine”, è infatti la catena che più di tutte rappresenta la logica del video-noleggio, quella a cui tutti nel corso degli anni si sono affezionati e per cui tutti hanno temuto nei mesi scorsi per il suo possibile fallimento.
Nata nel 1985 in America, Blockbuster è un brand unico al mondo, specializzato nel noleggio ma anche vendita di videocassette, dvd e videogiochi.
Il primo negozio in Europa apre nel 1989 e viene acquisita nel 1994 dal gruppo Viacom arrivando ad ottenere ben 60 milioni di soci con 25 paesi di approdo.
In Italia Blockbuster arriva proprio nel 1994 grazie alla joint venture con Fininvest. Con il ritorno in Viacom però, la catena riesce ad incrementare le sue apertura, arrivando a ben due negozi al mese.
Il 2000 segna invece la crisi del marchio, soprattutto con l’avvento delle nuove tecnologie e della pirateria informatica. Dal 2008 è iniziato il piano di ridimensionamento firmato Blockbuster che ha visto la chiusura di oltre 20 punti vendita su 235 esistenti in Italia.
Il 2010 è l’anno del disastro, Blockbuster dichiara infatti bancarotta lasciando a casa centinaia di dipendenti, ma proprio grazie alla legge fallimentare statunitense, è stato possibile ottenere una ricapitalizzazione per la ricostruzione del brand che, in questo caso, si concentrerà sulla vendita digitale dei prodotti.
Secondo voi, quanto ha inciso la possibilità di scaricare film in internet o addirittura vederli in streaming, sull fallimento di Blockbuster? A voi le ardue conclusioni….